8 marzo 2004  --  Appello a tutte le donne

5° SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE

Appello a tutti gli uomini a unirsi alle donne per

FERMARE IL MONDO E CAMBIARLO! 

INVESTIRE NELLA CURA DELLA VITA NON NELLA MORTE!

Giornata aperta delle donne all'European Social Forum: "Lavoratrici invisibili: Alla ribalta!"
Lotta delle donne di base -- FSE -- lettera pubblicata martedì 26 ottobre sul Guardian
Alle donne legislatrici della Coalizione dei Consenzienti:
NÉ SANGUE NÉ STUPRO PER IL PETROLIO
Pronunciatevi sullo stupro e altre torture sessuali di donne e bambine per mano delle forze armate degli Stati Uniti, del Regno Unito o dei loro agenti in Iraq e Afghanistan,
di Black Women’s Rape Action Project (Progetto d’Azione Contro lo Stupro delle Donne Nere) e Women Against Rape (Donne Contro lo Stupro), 12 maggio 2004
Stupro e altra tortura in Iraq Una dichiarazione del Sciopero Globale delle Donne
Perché le rivendicazioni delle donne sono state tolte dal Manifesto per la Giornata Europea dell’Azione per i diritti degli immigrati e dei richiedenti di asilo?
Gli uomini si uniscono al 5° Sciopero Globale delle Donne dal 6 Marzo 2004
Ci rifiutiamo di uccidere!
Investite nella cura della vita non nella morte!
La rivoluzione Venezuelana - Un appello delle donne alle donne di tutto il mondo "Noi donne ci opponiamo ai promotori di odio e caos"
STUPRO, FAME E NESSUN RIPARO Siamo venute qui a cercare asilo, ma ci hanno trasformato in non-persone. Semret Fesshaye, The Guardian, Saturday 1 November 2003

Una petizione a tutti i governi INVESTITE NELLA CURA DELLA VITA, NON NELLA MORTE!

Una lunga storia di lavoro di base

Lo SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE è nato nel 1999, quando le donne in Irlanda decisero di dare il benvenuto al nuovo millennio con uno sciopero generale nazionale, chiedendo alla Campagna Internazionale per il Salario per il Lavoro Domestico di sostenere il loro appello, e noi invitammo le donne di tutto il mondo a rendere globale lo Sciopero l’8 marzo 2000.

 

Lo Sciopero fu il risultato di una lunga storia di lavoro di base, incominciata nel 1952 con un opuscoletto intitolato A Woman’s Place (Il posto della donna), e che continuò nel 1972 con il classico Power of Women and the Subversion of the Community (entrambi pubblicati in italiano in un unico libro dal titolo Potere femminile e sovversione sociale) e Sex, Race and Class nel 1973.*  Tutti e tre i testi chiarivano che il lavoro che le donne fanno per un salario è un secondo lavoro, che il lavoro che facciamo senza salario in casa e nella comunità, producendo tutti i lavoratori del mondo, e la nostra lotta per cambiare il mondo erano invisibili ma cruciali.

 

Da allora abbiamo organizzato una campagna per ottenere il RICONOSCIMENTO e il SALARIO per tutto il lavoro non salariato che le donne fanno, oltre alla PAGA UGUALE PER LAVORO DI UGUALE VALORE – che rappresentano DUE LEVE UNITE contro la povertà, lo sfruttamento e la discriminazione di ogni tipo subita dalle donne.  Secondo l’ONU, le donne fanno 2/3 del lavoro del mondo: allattare, tirar su i bambini, badare ai malati, ai vecchi o ai disabili, coltivare, preparare e cucinare il cibo per nutrire famiglie, comunità e continenti (80% del cibo consumato in Africa viene coltivato dalle donne), lavorare come volontarie e nell’economia nascosta come donne delle pulizie, sarte, venditrici ambulanti, lavoratrici del sesso, oltre a lavorare nell’economia ufficiale.  Qui di nuovo il lavoro delle donne è spesso il lavoro di badare alla gente, in ospedali e scuole, come lavoratrici domestiche, maestre d’asilo, assistenti personali . . .  o in fabbrichette – posti dove anche gli uomini che fanno un lavoro paragonabile vengono pagati poco.  Ma le donne vengono pagate ancora meno e spesso subiscono attacchi sessuali o razzisti.

 

Anche se in ogni paese tutto questo è fondamentale per il benessere e perfino la sopravvivenza dell’umanità, questo lavoro è svalutato e ignorato dal Mercato, e le donne ne ricevono in cambio solo il 5% dei beni del mondo.  

 

A Beijing nel 1995 la Rete Internazionale Le Donne Contano, coordinata da noi, appoggiata da più di 1.500 organizzazioni, vinse un’importantissima decisione da parte dell’ONU.  I conti nazionali dovevano comprendere quanta della nostra vita noi donne passiamo a fare lavoro non salariato e quanto valore questo lavoro crea.  Trinidad & Tobago e la Spagna ne hanno fatto una legge; altri paesi conducono indagini sull'uso del tempo quotidiano e tengono sempre più conto del lavoro non salariato nelle sentenze dei tribunali e nelle politiche dei governi.  

 

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Donne in oltre 60 paesi

Dal 2000 lo Sciopero è stato un grande successo.  Ha riunito donne in oltre 60 PAESI, tra cui organizzazioni di base con una storia fantastica, e anche loro rivendicano un mondo che attribuisca valore a tutto il lavoro delle donne e a ogni vita, e hanno raggiunto grandi obiettivi.  Queste organizzazioni fanno ora parte di una rete internazionale che coordina lo Sciopero. 

 

In Venezuela, lavoriamo con le donne che stanno costruendo un’economia che ha cura della gente e che hanno vinto l’Articolo 88 della Costituzione, che riconosce il lavoro domestico come attività economica che crea valore aggiunto e produce benessere sociale e ricchezza, e che dà alle casalinghe il diritto alla pensione.  Lo Sciopero ha diffuso le notizie di queste vittorie così importanti, appoggiando il processo rivoluzionario in Venezuela, in cui le donne di base hanno la partecipazione più attiva. 

 

Lo Sciopero è parte del movimento contro la guerra e l’occupazione non solo in Iraq, ma anche in Palestina, Chechnia, Colombia, Congo, Kashmir . . . La nostra priorità è stata quella di mettere in rilievo la lotta che le donne conducono e la direzione che questa lotta imprime, da cui l’intero movimento trae beneficio ma che spesso viene ignorata, così come viene ignorato il lavoro non salariato che facciamo per la sopravvivenza.  Con il tema INVESTIRE NELLA CURA DELLA VITA NON NELLA MORTE, noi esigiamo che i 900 e più miliardi di dollari che vengono ora spesi nei bilanci militari vengano invece usati per le esigenze fondamentali della sopravvivenza – acqua pulita e accessibile, sicurezza del cibo, cura della salute, case, istruzione, sicurezza dallo stupro e altra violenza, protezione del nostro pianeta – e quindi per le donne che sono le prime badanti e le prime a lottare per la sopravvivenza dei loro cari.  Per cominciare rivendichiamo il bilancio militare degli Stati Uniti – più di metà della spesa militare del mondo – con cui l’America delle corporation impone i suoi interessi economici e politici sul mondo intero (compresa la popolazione degli Stati Uniti).  

 

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Il contributo di quei settori che subiscono la discriminazione maggiore

Quei settori di donne che subiscono la discriminazione maggiore – donne nere, donne indigene, altre donne di colore, madri single, donne con disabilità, donne immigrate, lavoratrici del sesso, donne lesbiche . . . usano lo Sciopero per mettere in rilievo il loro contributo a ogni economia, ogni società e ogni lotta.  Lo Sciopero insiste perché i settori con maggiore potere riconoscano questo contributo.  

 

Esigiamo inoltre il riconoscimento del contributo degli uomini che appoggiano attivamente la nostra lotta, perché riconoscono che INVESTIRE NELLA CURA DELLA VITA NON NELLA MORTE è la priorità per tutte le donne e gli uomini che lavorano e per tutta l’umanità.  Gli uomini non devono solo alle donne la loro sopravvivenza quotidiana – dall’allattamento ai pasti caldi, ai vestiti puliti al sostegno emotivo – ma dipendono anche dalle priorità che le donne attribuiscono alla sopravvivenza nella loro opposizione ai valori del Mercato, che ora minacciano la sopravvivenza del mondo.  Il sito web di Payday, una rete di uomini, www.refusingtokill.net, è un importante contributo al movimento contro la guerra, e al riconoscimento di tutti quelli che rischiano vita e libertà in difesa della vita e della libertà di ognuno.  
Gli uomini si uniscono al 5° Sciopero Globale delle Donne dal 6 Marzo 2004
Ci rifiutiamo di uccidere!
Investite nella cura della vita non nella morte!

 

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Un quadro di riferimento per l’unità

Ci viene spesso detto che per vincere dobbiamo unirci, ma non sentiamo parlar molto di come lo dobbiamo fare (a parte quando lo fanno i partiti politici che vogliono guidarci).  Usiamo lo Sciopero come un quadro di riferimento per l’unità – tra settori di donne, tra donne e uomini, dentro e tra paesi – perché si basa sull’accettazione e sul contributo di ogni settore alla lotta indipendente di ogni altro.  Lo Sciopero non è né partitico né separatista.  È ambizioso per il movimento per il cambiamento, ma si oppone all’ambizione personale che attacca la responsabilità di tutte/i nei confronti di tutte/i. 

 

Da quando ha incominciato le sue azioni comuni ogni 8 marzo, lo Sciopero Globale delle Donne è cresciuto.  Ora è una rete globale che rafforza la continua lotta quotidiana delle donne (e degli uomini) di base.  Alleghiamo le dichiarazioni rilasciate dalle coordinatrici dello Sciopero in alcuni paesi su quello che hanno ottenuto con lo Sciopero. 

 

Lo Sciopero stabilisce che in quanto badanti, salariate o non salariate, siamo sempre LAVORATRICI, e che abbiamo il potere di fermare l’intera economia.  Che è quello che fecero le donne in Islanda il 24 ottobre 1975.  Le donne dissero: QUANDO SI FERMANO LE DONNE, SI FERMA TUTTO.

 

Noi aggiungiamo: FERMIAMO IL MONDO E CAMBIAMOLO.

 

Selma James e Nina López, 17 gennaio 2004

 

womenstrike8m@server101.com   www.globalwomenstrike.net

 

Rivendicazioni dello sciopero

 

  • Pagamento per tutto il lavoro di cura – in salari, pensioni, terra e altre risorse.  Che cosa ha più valore di tirar su i bambini e badare agli altri? Investire nella vita e nel benessere, non nei bilanci militare e nelle prigioni.

  • Paga uguale per lavori di uguale valore per tutti, donne e uomini, nel mercato globale.

  • Sicurezza del cibo per tutte/i, a cominciare dalle madri che allattano.  Maternità pagata, intervalli per l’allattamento e altri sussidi – basta penalizzarci perché siamo donne.

  • Non pagare il “debito del Terzo mondo”.  Noi non dobbiamo niente, sono loro a essere in debito con noi.

  • Acqua pulita e accessibile, servizi sanitari, case, trasporti, alfabetizzazione.

  • Energia non inquinante e tecnologia che ci abbrevi le ore di lavoro.  Abbiamo tutte bisogno di fornelli, frigoriferi, lavatrici, computer e tempo libero!

  • Protezione e asilo da tutta la violenza e la persecuzione, compresa quella che ci arriva da membri della nostra famiglia e da persone in posizione di potere.

  • Libertà di movimento. I capitali viaggiano liberamente, perché la gente no?

  • Fino ad allora il presupposto era che solo quelli che facevano un lavoro salariato, soprattutto uomini nei paesi industrializzati, erano i “veri” lavoratori, e che solo loro potevano cambiare il mondo.  La Campagna per il Salario per il Lavoro Domestico ruppe con questo sessismo e questo razzismo, stabilendo l’autonomia come una base nuova per organizzarci e unirci. 

 

*  Visibilità e rispetto  *  Reti più ampie  *  

* l L’antirazzismo delle donne di base  *  

* Il più grande evento di donne contro la guerra nella nostra storia  * 

*  Tutte siamo cambiate  *

 

ARGENTINA, Santa Fe

"Per più di 15 anni abbiamo lottato in maniera isolata perché l’enorme quantità di lavoro che noi donne facciamo badando agli altri venga riconosciuto con un salario e una pensione.  Mentre questo paese è stato messo in vendita e sprofondato nei debiti, noi donne ci troviamo sempre più impoverite e abbiamo dovuto mantenere una popolazione affamata solo con il nostro lavoro gratis.  In tutto questo tempo ci hanno detto di tutto.  Per i sindacati, la burocrazia governativa, i partiti politici e molte femministe, eravamo “arretrate e matte”.  Proprio mentre sentivamo che stavamo diventando più deboli, abbiamo avuto l’immenso piacere di scoprire che c’erano altre “matte” in molte parti del mondo, che facevano questa lotta da molto più tempo di noi.  Con il primo appello per lo Sciopero abbiamo trovato donne di questo tipo in ogni continente. 

 

Questo ha rafforzato enormemente la nostra organizzazione.  Ci ha fatto rivalutare l’autonomia che ha impedito a qualsiasi partito di usarci.  

 

Dal 2000 abbiamo fatto un grande salto in avanti a livello locale e nazionale.  Adesso ci guardano con rispetto. 

 

Siamo state in grado di raggiungere tutto il tempo altre donne di base, incoraggiandole a formare reti autonome di donne tra i quartieri, e a riferirsi ad altre organizzazioni che condividono i nostri fini.

 

Molte volte ci siamo rinchiuse all’interno di confini creati da quelli che ci dominano, pensando che siamo più povere o lottiamo meglio di tutte le altre.  Da quando siamo entrate nello Sciopero abbiamo capito che non ci sono lotte o esperienze migliori o peggiori.  Ognuna di noi inventa migliaia di modi per sopravvivere e per portare avanti lo Sciopero, che è la sintesi di tutte le nostre convinzioni.  

 

Quest’anno la maggior parte della nostra città (150.000 persone) è finita sott’acqua per l’alluvione provocata da un fiume e dalla corruzione di chi ci governa.  Le donne dello Sciopero in altri paesi ci hanno dato l’appoggio di cui abbiamo bisogno.  E, cosa importantissima, possiamo portare avanti senza paura la nostra azione legale collettiva per la giustizia contro i potenti, perché sappiamo che non siamo sole e che davanti a qualsiasi attacco, le donne in altre parti del mondo leveranno le loro voci in nostra difesa."

Sindicato de Amas de Casa de Santa Fe

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GUYANA, Georgetown

"A volte la Guyana è un paese in guerra – quando esplodono nella violenza la tensione e il conflitto che i governi britannico e americano hanno contributo all’inizio a creare tra Indo-Guyanesi e Afro-Guyanesi,.  Poi c’è l’altro tipo di violenza che quelli di noi che appartengono a questi gruppi commettono contro quelli di noi che sono Indigeni Guyanesi, i cui interessi vengono semplicemente ignorati.  

 

Negli ultimi due anni lo Sciopero ci ha aiutato a rendere visibile la nostra opposizione al razzismo e alla violenza, le cui vittime principali sono le donne e i bambini di base.  Nel 2002 abbiamo organizzato una marcia di donne di tutti i gruppi razziali – Indo-Guyanesi, Afro-Guyanesi, Indigene, Miste – appoggiata da bambini e uomini.  Siamo andate a Linden, una comunità afro-guyanese da cui negli anni ’60 gli Indo-Guyanesi sono stati cacciati con la forza, e abbiamo detto pubblicamente che eravamo venute per rivendicare Linden per le donne di base di tutte le razze.  

 

Attraverso lo Sciopero abbiamo ottenuto di essere riconosciute come donne di base che sono anti-razziste.  Altre donne si sono unite alla nostra rete.  

 

Ogni anno avanziamo rivendicazioni pratiche – specialmente contro l’aumento dei prezzi che, a causa della privatizzazione, paghiamo per acqua ed elettricità.  Ma la nostra rivendicazione principale è quella della fine della violenza razziale.  Abbiamo organizzato marce a cui hanno partecipato soprattutto donne appartenenti a tutti i gruppi razziali – Indo-Guyanesi, Afro-Guyanesi, Indigene, Miste – appoggiate da bambini e uomini, proclamando la nostra opposizione alla violenza razzista in Guyana e alla guerra razzista in Iraq.  Abbiamo affermato: “Non vogliamo far andare i nostri figli a uccidere il figlio di qualche altra donna.”

 

Tutte siamo cambiate: tutte noi siamo più consapevoli del razzismo e più pronte a parlare contro il razzismo.  Abbiamo incominciato a sentirci parte di un movimento globale quando invece prima ci sentivamo isolate.  Sappiamo che se qualcosa succede in Guyana lo Sciopero lotterà con noi a livello internazionale."

Red Thread (Filo rosso)

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IRLANDA, Galway

“La cosa di cui siamo più orgogliose è che lo Sciopero ci ha offerto un modo di unirci attraverso molte divisioni.  Non ci si aspetta che le donne irlandesi si uniscano alle donne inglesi, che vengono da un paese che ha fatto guerra e occupato l’Irlanda tutti quei secoli fa e dove rimangono delle profonde divisioni.  In quest’isola ci hanno afflitto le divisioni religiose tra Protestanti e Cattolici che sono un’eredità di tutto questo, e adesso vi si aggiunge la nuova spaccatura provocata dai guerrafondai tra Mussulmani e Cristiani.  Molti si aspettano che le donne della Repubblica Irlandese nel Sud conoscano quello che hanno passato le donne nell’Irlanda del Nord nella recente guerra che vi si combatte sulla questione dell’appartenenza di quella parte dell’isola allo Stato irlandese o a quello britannico, ma la nostra ignoranza è grande e anche qui le divisioni sono profonde. 

 

Secondo la nostra costituzione l’Irlanda è neutrale in tutte le guerre, per cui l’uso da parte dell’esercito americano dell’aeroporto di Shannon è illegale.  Siamo state in grado di usare lo Sciopero per organizzare un picchetto settimanale contro la guerra e l’occupazione, e un convoglio contro la guerra da Galway a Shannon, unendo donne del Nord e del Sud dell’Irlanda, donne cattoliche e protestanti, mussulmane, cristiane, atee, a dire perché come donne siamo specialmente contro la guerra in molte delle manifestazioni di protesta a cui abbiamo partecipato.”

 

Campagna per il Salario per il Lavoro Domestico

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PERÙ, Lima 

“Con lo Sciopero noi riconosciamo che le lotte e gli obiettivi delle donne sono gli stessi in tutto il mondo.  Siamo entrate in rapporto con altre organizzazioni di donne che lottano per i nostri comuni obiettivi con grande coraggio e determinazione, ognuna a partire dalla nostra situazione specifica, rivendicando i nostri diritti fondamentali come donne e lavoratrici che si prendono cura dell’intera umanità.  

 

Abbiamo ampliato la nostra rete nelle province - Chota, Cajamarca, Jaén, Trujillo – dove adesso ci sono nuove organizzazioni di lavoratrici domestiche, e il nostro scambio con le comunità Aymara di Puno.

 

Come risultato delle pressioni esercitate dallo Sciopero sull’ONU e delle rivendicazioni di organizzazioni come la nostra e della Confederazione delle Lavoratrici Domestiche in Bolivia, alcuni governi stanno pensando di soddisfare le rivendicazioni del nostro settore, e in Perù e in Bolivia sono state introdotte delle leggi in questo senso.  

 

Lo Sciopero ci ha aiutato ad accettarci per come siamo, per cui, per esempio, le nostre sorelle possono fare una scelta sessuale libera.  Prima dello Sciopero avevamo dei pregiudizi a causa della nostra cultura machista e patriarcale.  Abbiamo rotto il ghiaccio e le donne lesbiche sono in grado di organizzarsi autonomamente e rendere visibile la loro situazione. 

 

Abbiamo imparato a fare l’autocritica per i nostri sbagli e nello stesso tempo a dire quello che pensiamo.  Da questo impariamo a essere più forti e più consapevoli.” 

 

“Lo Sciopero ci ha aiutato ad avere una visione più ampia e a porci sia come classe sfruttata che all'interno della lotta contro quelli che opprimono le donne nel mondo.  

 

Lo Sciopero è parte di me perché le rivendicazioni delle donne del mondo sono anche le mie.  Penso che siamo invincibili perché siamo la grande maggioranza e loro sono le mie sorelle nella lotta.  Lo Sciopero è la voce di tutte perché ognuna di noi ha la missione di estendere la consapevolezza delle attiviste per la difesa della vita.”

Centro de Capacitación para Trabajadoras del Hogar

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PERÙ, Puno 

“Lo Sciopero ci dà visibilità, uno spazio dove le donne rurali possono partecipare e parlare sulle questioni che incidono sulla nostra vita quotidiana.  Con lo Sciopero abbiamo attirato dalla nostra parte altre organizzazioni di donne come circoli di madri, gruppi di artigianato, cucine collettive, oltre a farci appoggiare dagli uomini di alcuni di questi gruppi.  

 

Lo Sciopero ci ha permesso di rafforzare le nostre rivendicazioni locali e formare gruppi di diverso tipo di artigianato andino.  Il reddito prodotto dalle donne rurali attraverso l’artigianato va a beneficio della famiglia – l’istruzione, il cibo, la casa.  Adesso speriamo di raggiungere con i nostri prodotti un mercato internazionale, eliminando gli intermediari. 

 

Speriamo di chiamar fuori in sciopero molti più settori nel nostro paese e in Bolivia.”

Centro Aymará “Pacha Aru”

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SPAGNA, Barcelona 

“Lo Sciopero ci ha trasformato, aiutandoci a rompere con l’abitudine di rapportarci e dare priorità a un settore di donne su altri, a muoverci oltre il nostro quartiere e la nostra regione, ad agire localmente – nei nostri quartieri, piazze, mercati, scuole, posti di lavoro – ma con una prospettiva internazionale, e di ampliare le nostre reti.  Lo Sciopero ha reso visibile il contributo di quelle di noi che sono donne immigrate. 

 

Abbiamo usato lo Sciopero per far pressione per l’applicazione delle leggi per misurare e attribuire valore al lavoro salariato nei conti nazionali, che abbiamo vinto nel Parlamento Catalano nel 1997 e nel Congresso Nazionale nel 1998.  

 

Le azioni di massa dello Sciopero hanno unificato l’opposizione delle donne alla guerra e alla globalizzazione.  Abbiamo paragonato il bilancio militare e l’appoggio del governo alle strategie guerrafondaie di Stati Uniti e Regno Unito (nonostante oltre il 90% della popolazione si opponesse attivamente alla guerra in Iraq) con i sussidi del welfare per le famiglie a basso reddito – i più bassi dell’Unione Europea.  

 

In Catalogna abbiamo vinto dei cambiamenti dei sussidi per i pasti a scuola per le famiglie prive di reddito oggetto di discriminazione. 

 

Con le traduzioni continue di materiali per e-mail, telefono, radio e alle riunioni, come donne di base lavoriamo moltissimo per essere collegate, responsabili e utili le une alle altre.” 

Campaña por un Salario para el Trabajo sin Sueldo

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UGANDA, Kaabong 

“Le più povere a livello globale sono le donne di base.  Siamo ignorate e subiamo la discriminazione perché siamo povere.  MA lo Sciopero Globale ha cambiato la nostra vita.  Abbiamo vinto servizi medici gratis - no alla divisione dei costi tra noi e lo Stato.  La Legge sulla Terra permette anche alle donne di possedere terra e proprietà ed ereditare le proprietà del marito morto.  Lo Sciopero ci ha aiutato ad esprimere il nostro punto di vista in modo più efficace.  E diciamo: Investire nella cura della vita, non nella morte.  Le guerre non porteranno mai la pace nel mondo. 

 

Attraverso la nostra rete molte persone si interessano moltissimo allo Sciopero per i buoni frutti che ha prodotto.  La nostra rivendicazione fondamentale per lo Sciopero di quest’anno è: abbiamo bisogno di acqua pulita e accessibile.  Qui sta tutta la nostra sofferenza.  Basta guerre, basta armi, e il governo deve porre fine alla guerra che ha inciso specialmente su bambini, donne e su tutte le comunità in tutto l’Uganda settentrionale e orientale.  Molte persone sono morte, sono state violentate e rapite; migliaia sono i profughi all’interno del paese che mancano di tutto.  Perché il nostro governo è interessato a risolvere le guerre in altri paesi invece di questa guerra in Uganda che continua da 17 anni?  Ci sono molte rivendicazioni che non sono state soddisfatte.  Ma noi vinceremo e cambieremo il mondo. 

 

Una donna anziana, parte dello Sciopero, ha dichiarato: “Non rinunceremo mai allo Sciopero.  Chiedo a tutte le donne di alzarsi in piedi e unire le loro voci e partecipare allo Sciopero.  Mi sarei mai sognata che mio marito mi avrebbe dato una mucca per il mio lavoro di cura?  È tutto merito dello Sciopero. 

 

Unitevi a noi nella nostra rivendicazione di ACQUA, ACQUA.  In Uganda abbiamo le sorgenti del Nilo.  Perché non possiamo prendere l’acqua per l’agricoltura, in modo che noi donne abbiamo abbastanza cibo per le nostre famiglie!"

Organizzazione delle donne di Kaabong

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USA, Los Angeles 

“Lo Sciopero del 2003 è stato il più grande evento contro la Guerra e per la Giornata Internazionale della Donna nella storia di Los Angeles, con dalle 3.000 alle 5.000 partecipanti.  Lo Sciopero ha riunito insieme donne di base con le maggiori reti di opposizione alla guerra e attivisti celebri come gli attori Ed Asner, Dave Clennon, Danny Glover e Wendy Malnick, e Ron Kovic, il Veterano del Vietnam (interpretato da Tom Cruise nel film di Hollywood “Nato il 4 di luglio”).  Lo Sciopero è stato appoggiato dalla KPFK, un importante network alternativo di radio.  Il contributo e la leadership delle donne hanno ora un livello di visibilità senza precedenti in tutti i movimenti per il cambiamento a Los Angeles.  

 

Il potere dello Sciopero ha contributo a lanciare il nostro picchetto settimanale di occupazione contro l’apparato militare e le corporation fuori dei cancelli della Bechtel Corporation, e a formare uno stabile rapporto di lavoro con reti contro la guerra con base nella comunità, gli El Sereno and San Gabriel Valley Neighbors for Peace and Justice.  Il maggiore network contro la guerra ha appoggiato lo Sciopero e le nostre attuali attività.  Siamo anche invitate a parlare a eventi per la stampa e a manifestazioni in appoggio al grande sciopero delle donne e degli uomini che lavorano nei supermarket.  

 

Nonostante abbiamo avuto un accesso senza precedenti a delle piattaforme dominate dagli uomini, lo Sciopero ci ha aiutato a resistere a due pericolose seduzioni: il separatismo da una parte e il potere maschile dall’altra, e a rimanere responsabili nei confronti delle donne di base.

 

Lo Sciopero ci ha anche offerto uno strumento pratico per riconoscere e attaccare il provincialismo di quelle di noi che vivono “nel ventre della bestia”.  Costringendoci a concentrarci sul globale anche quando ci concentriamo sulla nostra situazione locale, lo Sciopero aiuta quelle di noi negli Stati Uniti, indipendentemente dalla nostra povertà, a non fare azione di crumiraggio nei confronti delle nostre sorelle nel Sud del mondo che sono in situazioni molto peggiori.  Lo Sciopero contribuisce ad aprirci gli occhi e a vedere la leadership che proviene da quelle che resistono al dominio degli Stati Uniti fuori dagli Stati Uniti, e a esserne rafforzate.”

Sciopero Globale delle Donne/Los Angeles
Donne di Colore nello Sciopero Globale delle Donne

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USA, Filadelfia 

"Lo Sciopero ha ottenuto visibilità, rilievo e rispetto per la voce e le rivendicazioni delle donne nelle grandi proteste contro la guerra in Iraq.  Ci è stato chiesto di parlare sull’impatto della guerra sul fronte interno e di difendere il welfare e altri sussidi e servizi che vengono tagliati a favore delle spese militari e che sono fondamentali per l’aumento del salario minimo e quindi di tutti i salari.  

 

Non permetteremo che rimangano nascoste le disabilità e le malattie create dalla Guerra e dall’inquinamento provocato dalle armi, in paesi attaccati dagli Stati Uniti come anche tra i veterani americani e le loro famiglie.   

 

Lo Sciopero ha riunito i più diversi gruppi multirazziali più di qualsiasi attività contro la guerra che ha avuto luogo fino a questo momento nella regione, un’indicazione per tutte/i perché possano vedere che le rivendicazioni dello Sciopero parlano alle sezioni più diverse della popolazione, non solo al 'movimento per la pace bianco'.  Siamo state una voce fondamentale per madri e nonne contro i programmi di reclutamento militare nelle scuole.  Una donna nera che sta tirando su i suoi nipoti ha espresso quello a cui ci opponiamo: 'Miliardi per la guerra e neanche un dollaro per un bambino'.

 

Il coinvolgimento dello Sciopero in Venezuela ha di molto arricchito la nostra visione del mondo e di quello che è possibile." 

Campagna per il Salario per il Lavoro Domestico

WinVisible - Donne con disabilità visibili ed invisibili

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USA, San Francisco 

“Lo Sciopero è il luogo dove ogni anno rendiamo visibili le nostre iniziative particolari, ma che ci spinge a delineare le interrelazioni tra quelle che sono sembrate questioni 'separate'.

 

La nostra forza è stata nell’organizzazione per i diritti civili e legali delle donne nell’industria del sesso, che ci ha portato a formare un servizio legale di base per le donne.  Molte di noi sono lesbiche, e, dato che da molti anni gestiamo un servizio legale, abbiamo una ricca esperienza basata sull’organizzazione contro la discriminazione che le donne, specialmente le “fuorilegge sessuali”, subiscono da parte di polizia, tribunali e giudici, sia nel diritto penale che in quello di famiglia.  Usammo il terzo Sciopero per far pressione sul Comune di San Francisco perché approvasse una mozione per porre fine alla violenza contro le lavoratrici del sesso.  

 

Lo Sciopero ci ha aiutato a estendere la nostra rete ad altri settori, organizzazioni e quartieri, cioè le donne senza casa, le donne anziane, le madri in welfare, le donne e gli uomini di colore che lavorano a Immokalee farm, reti contro la guerra, di solidarietà e anti-globalizzazione . . . Fino allo Sciopero le attività per la Giornata Internazionale della Donna nella zona di San Francisco erano quasi inesistenti.

 

Lo Sciopero ha portato un’attiva concentrazione internazionale al nostro lavoro, collegandoci maggiormente con la vita e la realtà delle donne del Sud del mondo.  Ci siamo informate su quali corporation hanno sede a San Francisco e su quale sia il loro ruolo nello sfruttamento internazionale.   

 

Durante lo Sciopero ci prendiamo il controllo di zone della città dove molte di noi, gente di base, di solito non va.  Abbiamo anche visto la reazione di donne e uomini di fronte allo Sciopero, e abbiamo fatto anche noi l’esperienza del potere dei settori e delle questioni che si uniscono insieme come un’unica forza.”

US PROStitutes Collective
Wages Due Lesbians (Lesbiche per il Salario che Ci Spetta)

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Coordinamento dello Sciopero Globale delle Donne

INGHILTERRA

Coordinamento Internazionale

Crossroads Women's Center

230a Kentish Town Road, London NW5 2AB

Tel: 00-44-20-7482 2496  Fax: 00-44-20-7209 4761

womenstrike8m@server101.com 

Website: www.globalwomenstrike.net

Coordinamento delle azioni e dell’appoggio degli uomini:

All’indirizzo postale citato sopra   payday@paydaynet.org 

Website: www.refusingtokill.net   

 

ARGENTINA

SAC, Francia 3036, 3000 Santa Fe  

Tel: 00-54-342-453 0216  &  496 0868 

izanutig@gigared.com ; amadecasa@gigared.com 

 

GUYANA

Red Thread, 72 Princess & Adelaide Streets, Charlestown,  Georgetown  

Tel/Fax: 00-592-227 7010   

thread@sdnp.org.gy 

 

INDIA

Chhattisgarh Women’s Organisation

Pithora, Mahasamund, Chhattisgarh 493551

Tel: 00-91-7707 71107

sharmanand@yahoo.com 

 

IRLANDA

10 Galway Bay Apartments, Salthill, Galway

Tel: 00-353-91 520269

maggie.ronayne@nuigalway.ie 

 

PERÙ

132 Wakulski, Cercado, Lima

Tel: 00-51-1-423 1958

ccth@terra.com.pe

Jr. 20 de Julio No 159, Urbanización Fernando Belaunde Terry, Chanuchanu, Puno

Tel: 00-51-51-356 808

pacha_aru@hotmail.com 

 

SPAGNA

Centro 'Las Mujeres Cuentan', Radas 27 Local,

08004 Barcelona

Tel/Fax: 00-34-93-442 2304

huelgademujeres8m@teleline.es 

 

TRINIDAD & TOBAGO

NUDE, Mount Pleasant Rd, Arima

Tel: 001-868-667 5247

domestic@tstt.net.ttUGANDA

KWO, PO Box 9344, Kampala, Uganda

Tel: 00-256-41 271012, Fax: 00-256-41 346456

akulum@hotmail.com 

 

USA

Los Angeles  Crossroads Women's Center

PO Box 86681, LA, CA 90086-0681

Tel/Fax: 001-323-292 7405

la@crossroadswomen.net 

 

Philadelphia  Crossroads Women's Center

PO Box 11795, Philadelphia, PA 19101

Tel: 001-215-848 1120  Fax: 001-215-848 1130

philly@crossroadswomen.net 

 

San Francisco  Crossroads Women's Center

PO Box 14512, SF, CA 94114

Tel/Fax: 001-415-626 4114

sf@crossroadswomen.net

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