Care sorelle e fratelli, 6° Sciopero Globale delle Donne – 8 Marzo 2005 Un
salario per vivere per tutto il nostro lavoro & Basta
con la povertà e la guerra In ogni Giornata Internazionale della Donna dal 2000, donne in oltre 60 paesi hanno partecipato in ogni genere di azioni di base, esigendo che la società Investa nella cura della vita, non nella morte, e che i soldi buttati nella guerra vengano invece spesi per quello di cui le nostre comunità hanno bisogno. In questi cinque anni lo Sciopero è cresciuto e si è rafforzato, specialmente nei paesi del Sud globale, e le donne, e sempre di più anche gli uomini, ora si mobilitano tutto l’anno. Abbiamo visto come il lavoro attraverso i confini nazionali con altre in lotta per la giustizia dà più potere a tutte. Opporci alla guerra e farla finita con la povertà sono due cose inseparabili. La recente, orrenda tsunami ha probabilmente ucciso quasi 300.000 persone, ma ogni gjorno molte migliaia muoiono di fame, malattie, effetto serra e guerre – tutti disastri creati da uomini, provocati dal dominio dei soldi e del mercato. I governi e le loro beneamate multinazionali cianciano di finire la povertà ma non si sognano neanche di darci i soldi a cui il nostro lavoro ci dà diritto. I terrori gemelli di povertà e guerra producono profitto, e farla finita con l’una e con l’altra va contro i loro interessi. Siamo solo noi, a cominciare dalle donne, che si prendono cura di tutti e che lottano tutti i giorni per sostenere la vita, che lavorano più di tutti per meno di tutti, che possiamo cambiare le cose e salvare la vita. Lo Sciopero è il modo di mobilitarci per farlo. Non chiediamo beneficienza, ma rivendichiamo quello che ci siamo guadagnate: E i lavoratori salariati hanno diritto alla stessa paga, donne e uomini, in qualsiasi paese: Equità di paga nel mercato globale. Questo è il pogramma dello Sciopero per farla finita con la povertà, assieme al sessismo e al razzismo. Lo Sciopero mira sempre a riunire donne (e uomini) attraverso molte divisioni. Incomincia con quelle/i di noi che sono lavoratrici invisibili: madri e altre badanti, attiviste di base, agricoltori di sussistenza, migranti e che coltivano per la famiglia, quelle che sopravvivono con i sussidi di disabilità, welfare, pensioni, nel lavoro minorile, immigranti con o senza documenti, lavoratori "bonded" (schiavizzati); lavoratori a domicilio e nell’assistenza domestica, lavoratrici del sesso, carcerati ed ex-carcerati, refusenik, studenti, donne sopravvissute allo stupro ed altre/i che lavorano per la giustizia, volontari nella comunità e altre/i ancora – qualsiasi sia il nostro sesso, razza, nazionalità, religione, età, scelta sessuale. . . Rivendicando equità di paga e salario per tutto il lavoro che facciamo, rafforziamo tutti i lavoratori, salariati e non salariati, rendendo visibile in nostro contributo e il nostro potere di unirci. L’appoggio e la partecipazione degli uomini è coordinata a livello internazionale da Payday, una rete multirazziale di uomini, che non solo hanno appoggiato le azioni delle donne dello Sciopero, ma si sono anche organizzati con donne e uomini che rifiutano gli eserciti e il loro lavoro repressivo e mortale, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, da Israele all’Eritrea. Il "reclutamento per povertà" – quelli attirati a entrare nell’esercito degli Stati Uniti per necessità economica, soprattutto gente di colore e immigrati – permette agli Stati Uniti di condurre la "guerra infinita". Per cui quelle/i che rifiutano gli eserciti sono una parte vitale del movimento per farla finita non solo con la guerra ma anche con la povertà. Payday lancerà il suo film Refusing to Kill (Rifiutare di uccidere) sulle donne e gli uomini che rifiutano di torturare, stuprare e assassinare per i militari. (E-mail payday@paydaynet.org Website: www.refusingtokill.net) La Rivoluzione Bolivariana del Venezuela e la resistenza al golpe franco-americano ad Haiti rappresentano per lo Sciopero degli importanti punti di riferimento. Tutt’e due sono per la maggior parte guidate dale donne, anche se spesso non lo si ammette. Lo Sciopero lancerà il suo terzo film sul Venezuela* - la straordinaria esperienza che stanno facendo là dimostra che quello che la gente di base vuole e sta rivendicando dappertutto è raggiungibile. Molte di noi sono scioccate che Bush e i suoi boia genocidi controllino la più grande macchina militare del mondo per altri quattro anni. Ma come disse Joe Hill, un grande combattente della classe operaia, quando venne falsamente accusato di omicidio dalla polizia degli Stati Uniti e venne condannato a morte, "Non piangetemi. Organizzatevi!" Potere alle sorelle e ai fratelli per fermare il mondo e cambiarlo! Selma James *I primi due film (Venezuela – A 21st Century Revolution and The Bolivarian Revolution: Enter the Oil Workers!) sono tutt’e due disponibili in spagnolo e con sottotitoli in inglese, su VHS e DVD. Contattate lo Sciopero per altre informazioni. Le rivendicazioni dello Sciopero:
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