Lo Sciopero Globale delle Donne e Payday, una rete di uomini, fanno insieme una campagna per vincere il riconoscimento economico e sociale per il lavoro non salariato di cura e per esigere la restituzione dei bilanci militari alla comunità, a cominciare dalle donne, le prime a fare dappertutto il lavoro di cura. Vogliamo un mondo che investa nella cura della vita e non nella morte. (Vedere le rivendicazioni sotto) Dal marzo 2006, le organizzazioni che coordinano lo Sciopero e Payday in differenti paesi hanno:
l Organizzato contro la guerra in Iraq e la “guerra contro il terrore”, battendosi anche per il diritto a protestare di fronte al parlamento britannico l Fatto campagne con le madri e altri parenti di soldati che hanno rifiutato di andare in guerra negli Stati Uniti e nel Regno Unito, specialmente con Carolyn Ho, la madre del Tenente Ehren Watada l Appoggiato le reclute israeliane e di altri paesi, gay ed etero, che si sono rifiutate di arruolarsi nelle forze armate, specialmente Mehmet Tarhan in Turchia l Fatto una campagna contro l’ergastolo per i soldati refusenik del Regno Unito l Manifestato per impedire che gli aerei USA si rifornissero negli aeroporti irlandesi l Marciato contro le atrocità militari nel nord dell’Uganda, che aprono la strada alle multinazionali, e protestato contro la mancanza di acqua e di cibo l Lavorato contro l’occupazione omicida e razzista di Haiti da parte di USA e ONU, e offerto una piattaforma negli USA agli Haitiani perché parlassero della loro lotta l Vinto in India la liberazione di centinaia di donne, uomini e bambini dal regime di semischiavitù (bonded labour), marciato contro lo stupro da parte dei proprietari terrieri, e unito le donne dalit e tribali della campagna e le lavoratrici domestiche delle città l Vinto un maggiore riconoscimento dei diritti delle lavoratrici domestiche a Trinidad & Tobago e in Perù, dove le lavoratrici hanno formato un sindacato e organizzano seminari di self-help per le donne indigene ed altre donne della campagna immigrate nelle città l Appoggiato le donne in Messico che si organizzano contro la frode elettorale, lo stupro e altra repressione l Combattuto la costruzione di dighe che inonderebbero i villaggi curdi in Turchia l Organizzato attraverso le divisioni di razza per combattere contro la violenza razziale e domestica in Guayana, e fatto ritirare la maggior parte della nuova tassa imposta su alimenti fondamentali e altre necessità l Fatto una campagna negli Stati Uniti per il boicottaggio dei prodotti israeliani in una cooperativa alimentare, e fatto un digiuno nel Regno Unito per protestare contro il bombardamento del Libano l Lavorato con le sopravvissute/i dei cicloni Katrina e Rita per soldi per la sopravvivenza, per case e per la ricostruzione da parte del governo, e per denunciare il furto da parte delle agenzie di aiuti l Protestato contro la distribuzione del latte artificiale che mina alla base l’allattamento materno in Africa e in Iraq, e difeso il diritto all’allattamento delle madri che sono sieropositive l Aiutato a vincere case e soldi per le madri in Venezuela; presenziato come rete (72 persone da 9 paesi) al Foro Sociale Mondiale, lanciato il nostro libro sulla Banca per lo Sviluppo delle Donne e girato un film sul nostro viaggio per pubblicizzare la rivoluzione in cui le donne hanno un ruolo centrale l Coordinato un giro europeo di discorsi per due organizzatori di base che rappresentano lo Sciopero e Payday in Venezuela l Fatto una campagna per il diritto delle lavoratrici del sesso alla sicurezza e alla protezione, per il diritto delle madri single a un reddito per il loro lavoro di cura, e per il diritto delle persone con disabilità e per le persone anziane a un reddito decente, alla salute, ai servizi e ai trasporti l Aiutato a vincere l’asilo politico nel Regno Unito per molte donne che fuggono l’omofobia, lo stupro a altra tortura nelle dittature e nelle guerre per procura in Africa e altrove l Fatto una petizione in Spagna per un salario per quelle che si prendono cura di parenti e perché i sussidi siano estesi a tutte le madri l Lavorato con organizzazioni contro lo stupro perché gli stupratori e i razzisti violenti vengano denunciati e condannati, e perché le sopravvissute vengano risarcite invece che perseguitate e perché il loro anonimato venga protetto l Denunciato pubblicamente il settore del volontariato e quelle femministe che fanno carriera pretendendo di parlare per noi mentre applicano le politiche del governo – privatizzazione, tagli e deportazioni l Ottenuto l’appoggio di avvocati e giornalisti perché il giornalista nero nel braccio della morte Mumia Abu-Jamal riceva un processo equanime l Reso visibile il lavoro di giustizia delle donne che si battono per i loro cari uccisi, imprigionati o feriti l Reso disponibile la cura olistica della salute l Approfondito la nostra conoscenza di Marx e la nostra comprensione di come può aiutarci a cambiare il nostro mondo …
E abbiamo lavorato molto per mantenere ed espandere la nostra rete internazionale, attraverso email, siti web, viaggi e telefonate in Skype; fatto funzionare i nostri centri per le donne (un nuovo centro per lo Sciopero in India!), aggiornato la nostra tecnologia e imparato nuove tecniche e lingue. Abbiamo tradotto i materiali della maggior parte delle nostre iniziative in molte lingue, specialmente spagnolo, turco, italiano, hindi, tedesco, arabo, francese ed inglese. Abbiamo ottenuto qualche copertura dei media per questo lavoro e per altre lotte di base, in particolare in un programma radio settimanale di un’ora a Los Angeles, presentato dalla coordinatrice delle Donne di Colore nello Sciopero Globale delle Donne. Sì, è stato un anno pieno e davanti a noi sta altro lavoro, ma abbiamo molte più amiche/i e siamo molto più efficaci mentre il movimento diventa più forte a livello internazionale.
Il nostro continuo legame con la rivoluzione in corso in Venezuela rappresenta potere per tutto quello che facciamo. In un paese almeno, il governo non rivolge le armi contro di noi e non imprigiona gli “agitatori”. Invece gli sforzi creativi delle donne e della base per ridare forma a tutta la società a partire dal basso sono rafforzati e rappresentati dal Presidente Chávez. I film dello Sciopero su questa rivoluzione stanno circolando con sottotitoli in numerosi paesi.
Come movimento di base ci opponiamo all’avvelenamento e alla distruzione del suolo, dell’aria, dell’acqua, del cibo, del clima e quindi della salute del pianeta e di tutte/i noi. Dappertutto le donne lottano con una doppia e tripla giornata lavorativa, i ricchi sono diventati più ricchi e la maggior parte di noi è diventata più povera. Mentre le femministe hanno contribuito ad assicurare che più donne siano in posizioni di potere, la maggior parte di loro ha eseguito gli ordini piuttosto che rispondere alle esigenze della base. Adesso è il momento per il nostro movimento di riprendere in esame tutte le questioni.
Potere alle sorelle per fermare il mondo e cambiarlo!
Comitato di Coordinamento, Londra
Crossroads Women's Centre 230 Kentish Town Road, London NW5 2AB Tel 00 44 20 7482 2496 Fax 00 44 20 7209 4781 www.globalwomenstrike.net womenstrike8m@server101.com
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9.30 Registrazione
10-12 Stupro e violenza domestica – SI PUÒ vincere giustizia Con Black Women’s Rape Action Project (Progetto di Azione contro lo Stupro delle Donne Nere) e Women Against Rape (Donne Contro lo Stupro)
Molte cose sono cambiate dall’inizio del movimento moderno contro lo stupro oltre 30 anni fa. Lo stupro nel matrimonio è ora riconosciuto come reato. Molta meno gente crede che le donne “se lo vanno a cercare”. Ma gli uomini violenti continuano a cavarsela: mentre la proporzione di condanne per gli stupri denunciati è diminuita al 5,3%, maggiore è il numero delle donne che denunciano stupri a venire incarcerate. E la maggior parte delle donne richiedenti asilo dallo stupro vengono deportate.
Le donne parlano: sopravvivere allo stupro e alla violenza domestica e poi sopravvivere al sistema della giustizia penale; sopravvivere allo stupro, alla guerra e alla dittatura e poi sopravvivere all’ufficio immigrazione; vincere un processo civile; vincere contro la deportazione; una nuova e rivoluzionaria legge contro la violenza in Venezuela.
12-13 Pranzo
13-14.30 Razza e razzismo – Le autorità devono render conto alle donne di colore Con Women of Colour in the Global Women’s Strike (Donne di Colore nello Sciopero Globale delle Donne) e Black Women’s Rape Action Project (Progetto di Azione contro lo Stupro delle Donne Nere)
Gli avvenimenti televisivi a Big Brother nel Regno Unito dimostrano che molta più gente vuole superare le divisioni tra di noi. Ma gli attacchi dell’establishment al “multi-culturalismo” rafforzano queste divisioni, e nascondono le realtà economiche e sociali del razzismo. Solo il 7% degli attacchi razzisti finisce con una condanna. La lotta delle richiedenti asilo, esposte al razzismo e alla deportazione, non viene trattata come anti-razzismo o anti-sessismo. Il costo per le donne della “guerra al terrore” e le retate della polizia nelle comunità mussulmane sono state per la maggior parte nascoste.
Ascolteremo: le donne che devono fare il lavoro della giustizia prendendosi cura e difendendo le loro famiglie; il duro lavoro di ottenere una condanna per un attacco razzista contro una donna mussulmana; le donne che difendono gli uomini – Mumia Abu-Jamal nel braccio della morte.
14.30-15 Intervallo per il tè
15-16.30 Prostituzione – La sicurezza prima di tutto Con l’English Collective of Prostitutes e l’US PROStitutes Collective
Il tragico assassinio di cinque giovani donne a Ipswich nel Regno Unito ha provocato una protesta senza precedenti. Gente di ogni genere adesso capisce che la criminalizzazione del sesso consenziente - abbia come obiettivo le donne o i clienti - spinge la prostituzione alla clandestinità, e rende le donne vulnerabili alla violenza e allo sfruttamento. La maggior parte degli attacchi non vengono denunciati per paura degli arresti, o, quando vengono denunciati, spesso non vengono presi in considerazione. Quando le donne prostitute non sono sicure, nessuna donna è sicura.
Lancio della Safety First Coalition (Coalizione La Sicurezza Prima di Tutto) per decriminalizzare il lavoro del sesso, basandosi sul successo dell’esperienza della Nuova Zelanda, e per guardare alle alternative economiche possibili e alla cura adeguata della salute.
16.30-17 Agire assieme per vincere giustizia Sintesi e raccolta delle proposte e dei suggerimenti della giornata.
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