Lotta delle donne di base -- FSE -- lettera pubblicata martedì 26 ottobre sul Guardian

Care Sorelle ed Amiche

La lettera che abbiamo scritto sulla lotta per una Giornata delle Donne nel quadro del Forum Sociale Europeo è stata pubblicata martedì 26 ottobre sul Guardian – con alcuni tagli – grazie alla continua pressione e alle tante persone che l’hanno sottoscritta. Accludiamo qui la versione completa e quella pubblicata.

Questa lettera è la terza che avevamo sottoposto all’attenzione del Guardian durante la scorsa settimana. La prima non è mai apparsa e verrà comunque pubblicata sul nostro sito web. La seconda consisteva in una versione precedente della lettera che è stata poi pubblicata. Sebbene questa sia stata inviata al quotidiano la domenica del 24 ottobre, non è apparsa il lunedì; al suo posto, la redazione ha pubblicato un’illuminante corrispondenza sul sindacato iracheno corrotto a cui era stata vergognosamente concessa una piattaforma all’FSE, e al quale i manifestanti avevano poi impedito di parlare. (La nostra prima lettera commentava il fatto.)

Dal momento che non potevamo assolutamente permettere al quotidiano che aveva riportato notizie sull’FSE di mantenere il silenzio sulla lotta delle donne di base per essere visibili all’interno dell’FSE, abbiamo nuovamente mandato la lettera. Però, siccome l’FSE era ormai diventata una notizia del passato, abbiamo aggiunto un paragrafo relativo a questo recente articolo.

Potere alle sorelle,

Anna T (Global Women's Strike) e Sara Callaway (Women of Colour in the Global Women's Strike)

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Versione inviata:

Al Guardian il 25 ottobre 2004

Al Redattore,

Uno dei maggiori problemi per gli organizzatori di base, soprattutto se sono donne, è rappresentato dal fatto che né Stop the War, né la gerarchia sindacale sono indipendenti dai partiti politici, ed entrambi sabotano il lavoro di organizzazione che non serve i loro interessi (Lettere al Guardian, 25 ottobre)

Le donne – le principali badanti e tuttavia le persone più povere ovunque, e, insieme con i loro figli, le principali vittime della guerra e la principale opposizione alla guerra– sono essenziali per ottenere un vero cambiamento economico e politico. Eppure, proprio le donne sono state zittite al Forum Sociale Europeo in cui Stop the War e i vari sindacati la facevano da padroni.

50 organizzazioni da 12 stati hanno chiesto all’FSE di celebrare una Giornata delle Donne. Davanti al rifiuto della nostra richiesta, l’abbiamo organizzata da noi.

Al diffondersi della notizia, l’FSE ha indetto di fretta e furia una breve Assemblea delle Donne presieduta proprio dalle donne che vi si erano opposte! Quando ci siamo messe in coda per presentare la nostra conclusione che la Giornata delle Donne doveva essere parte integrante dell’FSE, altra gente è stata deliberatamente messa in coda davanti a noi in modo da non darci tempo per parlare. Quando, finalmente, abbiamo parlato alla plenaria di chiusura, molti erano d ’accordo con noi. Erano anche d’accordo sul fatto che all’FSE non vi è posto per la polizia chiamata contro chi protesta e per uomini iracheni sostenitori della guerra a cui è stata data una piattaforma, quando questa viene negata alle donne irachene che si oppongono alla guerra, alle richiedenti asilo in miseria e agli abitanti di Haiti che si oppongono al colpo di stato franco-americano.

VERSIONE PUBBLICATA
LE DONNE DEVONO ESSERE ASCOLTATE

Al Guardian il 25 ottobre 2004

Gentile Redattore,

Uno dei maggiori problemi per gli organizzatori di base, soprattutto se sono donne, è rappresentato dal fatto che né Stop the War, né i sindacati sono indipendenti dai partiti politici, ed entrambi sabotano qualsiasi lavoro di organizzazione che non serve i loro interessi (Lettere al Guardian, 25 ottobre)

Le donne – sono essenziali per ottenere un vero cambiamento economico e politico. Eppure, proprio le donne sono state zittite al recente Forum Sociale Europeo in cui Stop the War e i vari sindacati la facevano da padroni.

50 organizzazioni da 12 stati hanno chiesto all’FSE di celebrare una Giornata delle Donne. Davanti al rifiuto della nostra richiesta, l’abbiamo organizzata da noi. L’FSE allora ha indetto di fretta e furia una breve Assemblea delle Donne presieduta proprio dalle donne che vi si erano opposte! Quando, finalmente, abbiamo parlato alla plenaria di chiusura, molti erano d’accordo con noi e che la Giornata delle Donne doveva essere parte integrante dell’FSE. Erano anche d’accordo sul fatto che all’FSE non vi è posto per la polizia chiamata contro chi protesta e per uomini iracheni sostenitori della guerra a cui è stata data una piattaforma, quando questa viene negata alle donne irachene che si oppongono alla guerra, alle richiedenti asilo in miseria e agli abitanti di Haiti che si oppongono al colpo di stato franco-americano.

Anna Thorburn
Global Women's Strike
Tina Baguma
All African Women's Group
Charo Luque Galvez
Mujeres de Negro, Spain
Eva Thun
Women's News, Hungary
Katarzyna Gawlicz
Wroclaw University, Poland
Renata Franmartino
Unione Donne Migranti Per La Pace, Italy
Sara Callaway
Women of Colour in the Global Women's Strike
Anna Kaminska
Pre-Election Coalition of Women, Poland
Asun Navarro
Collectiu 8 de Marc, Alcoi, Spain
Carolyn Kagan
Director Research Institute for Health and Social Change, Manchester
Metropolitan University
Dee Coombes
Liverpool Committee Against the Destitution of Asylum Seekers
Domenico D'Anna
Segreteria Provinciale Modena, Confederazione Generale Italiana Lavoratori,
CGIL, Italy
Ingrid McClements
Scotland
Katarina Ferro
ARGE Feminismus, Austria
Katarzyna Szumlewicz
Poland
Maggie Ronayne
Global Women's Strike, Ireland
Marcin Starnawski
Active Society Group, Wroclaw, Poland
Marek Krakowski
Poland
Margarita Morales
England
Mariangela Casalucci
Manchester Social Forum, in a personal capacity
Owen English
Indymedia Oxford, in a personal capacity
Payday men's network
England, Italy
Sara Williams
Global Women's Strike, Spain
Steven Porter
Independent Venezuela Network, Chesterfield
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Also:

Estella Schmid, Kurdistan Solidarity Committee, England
Ann-Kristin Kowarsch, Netherlands
Corrinna Lotz, Movement for a Socialist Future, England
Fakra Salimi, MiRa Resource Centre, Norway
Christine Klecha, Frauenforum and Berlin Association of Familywomen & Familymen
Sophia L. Thessaloniki, Greece
Uta Depner, Germany
Kathie Martins
Alan Liddiard
Philip O’Brien
Philippa Willitts
Nicky Melling
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IL GIORNO SEGUENTE VENNE PUBBLICATA QUESTA LETTERA DEGLI ORGANIZZATORI DELL’ FSE UFFICIALE:

Spazio per molte voci

Mercoledì 27 ottobre 2004

The Guardian

Le voci, le preoccupazioni e le organizzazioni delle donne sono state centrali nel recente Forum Sociale Europeo. È un peccato che il Global Women’s Strike (Sciopero Globale delle Donne) continui a sostenere che siamo rimaste mute quando le donne sono state partecipanti e organizzatrici attive dell’evento (Lettere, 26 ottobre).

Uno sguardo al programma dell’FSE dimostra l’ampiezza con cui sono state rappresentate le organizzazioni delle donne. Una grande e variegata assemblea plenaria sulle “donne che lottano contro l’oppressione” è stato il teatro dei contributi di donne organizzatrici di primo piano in varie campagne. Dozzine di seminari e gruppi di lavoro, l’Assemblea delle Donne, eventi culturali e oratrici in tutto il programma, tutti hanno presentato questioni che preoccupano le donne. Tutto questo è stato organizzato con decisioni raggiunte attraverso il consenso a livello europeo e proposte di base provenienti da gruppi di donne. Tutte hanno avuto la possibilità di partecipare.

Barbara Switzer
National Assembly of Women
Anne Kane
Abortion Rights
Kirsten Hearne
Regard
Claudia Webbe
National Black Alliance
Megan Dobney
SERTUC Women's Rights Committee
Maureen O'Mara
NATFHE
Milena Buyum
National Assembly Against Racism
Finn Mackay
The London Feminist Network
Caroline Gooding
Trade Union Disability Alliance
Ruqayyah Collector
Women's Representative, NUS Black Students Committee
Diane Langford
Women's Officer, Palestine Solidarity Campaign (PSC)
Sarah Cartin
Women's Society Officer, Bradford University Student Union
Alex Vincenti
Chair, LSE Women's Forum
Sian Errington
Education and Welfare Officer LSE Students Union
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IL GIORNO SEGUETE QUESTE DUE LETTERE DI APPOGGIO VENNERO SPEDITE AL GUARDIAN MA NON VENNERO PUBBLICATE

Al Redattore

Gli organizzatori del Forum Sociale Europeo affermano che “le donne sono state partecipanti attive ed organizzatrici dell’evento” (Lettere, 27 ottobre). Mi sono recata a Londra prima che il Forum iniziasse, pensando che ci sarebbe stata una Giornata delle Donne. Non m’importava chi la organizzava, a patto che permettesse alle donne di base di scambiarsi le proprie esperienze e di consolidare le proprie reti. Sono stata molto delusa dal fatto che il Forum ha rifiutato di appoggiare una Giornata delle Donne.

Le riunioni a cui ho partecipato non sono servite a compensarne l’assenza: ogni volta che io e le altre ci mettevamo in coda per avere la parola, l’ evento veniva chiuso prima che arrivasse il nostro turno. Queste riunioni non erano partecipative, ma delle messe in scena.

Charo Luque Galvez
Mujeres de Negro, Spagna
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Al Redattore

Quali donne “hanno avuto l’opportunità di essere coinvolte”? Ho partecipato ad una riunione preparatoria del Forum Sociale Europeo a Berlino.

Durante l’incontro hanno parlato molti più uomini che donne, e mentre gli uomini potevano dilungarsi, alle donne si metteva fretta non appena aprivano bocca. Mi hanno fatto aspettare un giorno intero prima di poter sollevare la questione della partecipazione delle donne, e quando è arrivato il mio momento mi hanno detto che non era il posto giusto per discuterne. Anche i giovani che cercavano di ottenere uno spazio proprio sono stati respinti.

Come madre single con due figli ed un impiego part-time che lotta per trovare uno spazio da dedicare all’attività nel movimento delle donne, considero questo disprezzo per il mio tempo come un insulto.

Christine Klecha, Frauenforum e Associazione berlinese Familywomen & Familymen
Berlino, Germania

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